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La Quadratura del cerchio
Dinostrato
dimostra la possibilità di quadrare il cerchio
con la trisettrice di Ippia.
La
quadratura del cerchio è un classico problema
di matematica, o più precisamente di geometria.
Il problema è quello di costruire, usando solo
riga e compasso, un quadrato con la stessa area o lo
stesso perimetro di un dato cerchio.
Il problema risale allinvenzione della geometria,
e ha tenuto occupati i matematici per secoli. Fu solo
nel 19° secolo che provata la sua intrattabilità.
Tuttavia Dinostrato nel 4° secolo a.C. era riuscito
a trovare una soluzione a questo problema utilizzando
la curva di Ippia, detta anche trisettrice, in quanto
creata per dividere in tre parti uguali un angolo.
Tramite questa curva è facile,
infatti, dividere in tre parti uguali un angolo assegnato
ma anche determinare il lato del quadrato equivalente
ad un cerchio.
La curva si ottiene facendo traslare in modo uniforme
il segmento AB fino a farlo coincidere con DC; e nello
stesso tempo facendo ruotare uniformemente il segmento
DA fino a farlo coincidere con DC. Il luogo dei punti
di intersezione dei due segmenti durante il loro movimento
è la trisettrice.
Per costruirla però non è possibile utilizzare
né riga né compasso, è possibile
farlo solo con un adeguato meccanismo.
Mettiamoci
ora nei panni di Dinostrato e sfruttiamo una strategia
tipica del pensiero matematico greco: per dimostrare
che due grandezze sono uguali facciamo vedere che luna
non può essere né maggiore né minore
dellaltra.
Facendo riferimento alla figura qui accanto, vogliamo
dimostrare che il segmento AB è medio proporzionale
tra larco del quarto di cerchio AC e il segmento
DQ. Dove Q è il punto terminale della squadratrice,
ovvero che:
1- Assumiamo, per cominciare, che
con DR>DQ; DR sarà il raggio della circonferenza
di centro D che interseca la curva in S e il lato AD
in T, mentre SU sarà la proiezione di S sul lato
DC. Come a suo tempo Dimostrato, noi sappiamo che archi
corrispondenti di cerchi stanno tra loro come i rispettivi
raggi cioè:
Uguaglianza che, confrontata con lipotesi
iniziale, permette di concludere che larco TR
ha la stessa lunghezza del lato AB. Ma se ricordiamo
la proprietà che definisce la squadratrice, ovvero:

Allora siamo costretti ad ammettere che
anche larco SR ha la stessa lunghezza del segmento
SU, il che è palesemente impossibile.
2- Consideriamo , allora, lipotesi
contraria: ,
dove DR<DQ.
Il ragionamento da seguire procede di pari passo e ci
porta ad escludere anche questa eventualità,
per cui non rimane che accettare luguaglianza
tra DR e DQ e dimostrare così il teorema.
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