La geometria nella Commedia

 

DANTE E LA GEOMETRIA

La geometria mediatrice tra l'umano e il divino

Dante si trova nell'Empireo sotto la guida di San Bernardo a conclusione del suo viaggio. Il santo rivolge una preghiera alla vergine per far sì che Dante possa giungere alla visione di Dio il quale si manifesta come luce. Dante vede in lui l'unità dell'universo e nel momento in cui i si trova di fronte al mistero della Trinità e della incarnazione di Cristo ricorre all'uso della geometria considerata nel medioevo come mediazione fra l'umano e il divino. Dio, uno e trino, è rappresentato con tre cerchi di tre colori e di uguale ampiezza di cui il primo è il padre, il secondo riflesso il figlio, e il terzo, che sembra fuoco, lo Spirito Santo. Nel cerchio del figlio Dante vede una figura umana e per sottolineare la difficoltà per l'intelletto umano di comprendere l' incarnazione di Cristo utilizza l'immagine del geomètra che si concentra per realizzare la quadratura del cerchio. Di tale problema Dante parla anche nel Convivio (II, XIII, 27) in cui così si esprime: "Sì che tra 'l punto e lo cerchio sì come tra principio e fine si muove la Geometria, e questi due a la sua certezza repugnano; che lo punto per la sua indivisibilità è immensurabile, e lo cerchio per lo suo arco è impossibile a quadrare perfettamente, e però è impossibile a misurare a punto". Per capire perchè il problema della quadratura del cerchio risulti così difficoltoso agli occhi di Dante spostiamoci nell' oasi di Siva e leggiamo il colloquio tra Alessandro Magno, l'oracolo di Ammone e Menecmo.

Per ascoltare Benigni che recita la preghiera alla vergine cliccate sul link : http://www.youtube.com/watch?v=WHg1u99R49o



Cronica-Novelliere- Leggenda scacchi - Alessandro e la quadratura del cerchio-Dinostrato



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