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UN GRANDE ARTISTA LIVORNESE: GIOVANNI
FATTORI 
Villa Mimbelli, un piccolo museo
che conserva gran parte della storia livornese, raccontata
da un grande artista: Giovanni Fattori.
Livorno, una delle provincie toscane più recenti
ma non per questo di minore rilevanza storica, nasce
come città portuale, ma ben presto diviene anche
centro culturale.
Per meglio comprendere, anzi riscoprire la storia della
nostra città ed i personaggi che ne hanno fatto
parte, basta visitare il museo civico Giovanni Fattori.
Questo nacque nel 1877, quando il comune istituì
una pinacoteca destinata a custodire gli oggetti d'arte
della città.
Nel 1994, però, in seguito al restauro di Villa
Mimbelli, il museo vi si trasferì, ed è
qui che ancora oggi è conservato gran parte del
patrimonio storico-culturale della città toscana,
tra cui molti esemplari quadri fattoriani.
E' proprio sull'artista che dà nome al museo
che ci vogliamo soffermare, in quanto egli, con un gruppo
di giovani seguiti dal critico d'arte Diego Martelli,
nella seconda metà dell'ottocento, dà
vita alla tendenza pittorica più rappresentativa
del secolo: la pittura di macchia.
Lo stile macchiaiolo consiste nel rendere le impressioni
che gli artisti ricevono dal vero per mezzo di macchie
di colore e di chiaro-scuro; le forme rappresentative
non sono ben definite, ma svelate dalla luce.
L'arte del giovane pittore è incentrata proprio
su quest'aspetto, cioè la rappresentazione impressionistica
macchiaiola; egli descrive con il suo linguaggio pittorico,
sia grandi eventi storici che momenti di vita quotidiana,
ambientati nella natura aspra della sua amata Maremma,
nel rispetto della bellezza delle nostre terre.
E' prorpio grazie a queste sue capacità che può
essere definito un poeta, a colori, capace di enfatizzare,
rendere sbalorditiva e sorprendente una qualunque tela
senza una gradazione di importanza tra il grande quadro
di storia e una piccola tela con cavalli al pascolo.
Delliallisi Iola, Scicchitano Elena IV B Linguistico
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